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Luglio Toccata e fuga in Sicilia

 

Questo 2013 era stato un anno faticoso. Due corsi impegnativi, il lavoro, i mille impegni che si sovrappongono e si accavallano.
Le mille cose da fare ora per non trovarsi “in braghe di tela ” domani.

Avevo anch’io bisogno di qualche giorno di ferie.

Decidiamo così che quei cinque giorni di metà Ottobre li passeremo al caldo mediterraneo di Trapani e dintorni. Cinque giorni in cui l’arrampicata è solo una parte del viaggio.

Un breve ed economico volo ci porta così nella punta occidentale di “Trinacria”: Temperature da sandali e maglietta, cucina sbalorditiva, scenari contrastanti… sembra proprio di essere in un romanzo di Camilleri. Il mare è sorprendentemente caldo quanto cristallino. La gentilezza e la simpatia della gente, orgogliosa nel darti indicazioni e consigli sulla propria amata terra.

L’unica salita che facciamo è uno spigolo su Pizzo Monaco, inconfondibile torrione di ottima roccia sovrastante San Vito lo Capo. Avvicinamento in cinque minuti, passando per campi di cardo ed euphorbia al limitar delle ultime case del paese.Un gregge attraversa la strada.

Partiamo per questa salita di 180 metri. La roccia è spettacolare. Ci si muove tra diedri e spigoli, fichi d’india e palme nane. Sotto di noi, l’orrizzontalità del paesaggio, e poco più in là il mare.

La vetta, stretta e lunga, a poca distanza dalla tetra parete nord del Monte Monaco, dove stà salendo una cordata.

Due doppie da 25 metri ci riportano con i piedi a terra, in un terreno di muri a secco e grotte usate per la pastorizia. Rientriamo alla macchina, guardando all’ultimo una cordata che stà salendo la stessa via.

L’indomani ci concediamo invece un tramonto al Monte Cofano. Penisola-monte tra due golfi, il Cofano con la sua estetica mole punta dritto all’ultima luce del giorno.

Saliamo nel tardo pomeriggio, superando passaggi di 1° grado ed un breve tratto più verticale di 2°, che ci conduce al prato sommitale. Dalla vetta un panorama superbo verso Erice, le Egadi ed i golfi di Bonagia e Cofano. Ci concediamo un voluto bivacco all’addiaccio sulla cima, così da concederci un alba rossa che tarda ad arrivare.

La discesa al mattino, una colazione a Custonaci, l’ultimo bagno al mare. Ci asciugamo le ossa al sole di mezzogiorno. Poi si guarda l’orario: è ora di ritornare a casa.

Pablo

Tags: Arrampicata alpinistica

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